Emergenza ciclone Harry

Giocattoli che producono energia: quando il gioco si fa du(ratu)ro

09/01/2026

Prima di cominciare l’articolo seriamente, possiamo spezzare una lancia a favore dei negozi di giocattoli? Dai, a prescindere dall’età o dal motivo per cui vi si entra, sono dei posti magici. PUNTO. FACTS. 
Se invece non sei di questo parere, sappi che prima o poi succede a tutti: entri in un negozio “solo per dare un’occhiata” ed esci con un giocattolo sotto il braccio. 


Che sia per un figlio, un nipote, il figlio di un’amica o “tanto per”, a una certa l’universo dei giocattoli ti chiama, e tu risponderai. Puoi starne certo.  
 
Ok ora possiamo iniziare. 
 
Negli ultimi anni siamo abituati a vedere la tecnologia entrare in ogni spazio della nostra quotidianità. E sì, ha raggiunto anche il mondo dei giocattoli per bambini. Oggi esistono giocattoli che sfruttano fonti di energia rinnovabile per accendersi o animarsi, oggetti che trasformano luce, movimento o semplici principi fisici in azione reale, rendendo il gioco qualcosa di ancora più curioso e coinvolgente. 

Giochi che reagiscono alla luce 

La luce è una delle forme di energia più immediate e, allo stesso tempo, più affascinanti. In Europa esistono norme e obiettivi chiari per aumentare l’uso di fonti rinnovabili come quella solare, con l’obiettivo di rendere l’energia più pulita e sostenibile per tutti. Non stupisce quindi che molti giochi la utilizzino per prendere vita (se con “prendere vita” hai pensato a Toy Story, hai avuto una bella infanzia / sei stato un buon genitore). Un esempio è l’ACELIFE Stem Solar Roboter Kit, un set (tipo lego) che permette di costruire piccoli robot capaci di muoversi grazie alla luce. Nessun effetto speciale, solo un principio semplice che diventa esperienza concreta: i bambini sono così in grado di apprendere tramite il gioco e di poter creare qualcosa con le loro mani.  

Il movimento che diventa azione 

È vero anche che non tutta l’energia arriva dalla luce, in alcuni casi è il movimento stesso a fare il lavoro. Un esempio molto noto è il Plasma Car, una macchinina che avanza semplicemente grazie al movimento del volante. Non serve altro: il gesto si trasforma in spinta e il gioco prende forma in modo immediato e intuitivo. È uno di quegli oggetti che raccontano l’energia senza bisogno di spiegazioni, perché basta usarli per capirne il funzionamento. 

Questi ed altri giochi, fanno una cosa potentissima: rendono l’energia visibile, oltre a favorire l’apprendimento. Quando un bambino capisce che senza sole il robot non si muove, o che senza il suo movimento la macchinina non va avanti, è come se prematuramente stesse già imparando concetti utili al suo sviluppo futuro. Il gioco diventa così non solo intrattenimento ma un modo per raccontare come funziona il mondo che ci circonda.  
 
Perché sì: esistono giocattoli che funzionano con il sole, con il movimento, con la curiosità. 
E poi, in un universo parallelo chiamato “anni ’50”, è esistito anche l’Atomic Energy Lab U-238, una specie di “Piccolo Chimico” ma con dentro materiale radioattivo vero, un contatore Geiger funzionante e campioni di uranio da maneggiare in cameretta. In pratica, tuo figlio poteva misurare la radioattività del suo comodino. 
O del gatto. O di sé stesso. 
 
A parte ciò, questi esempi mostrano come, dalle piccole esperienze di tutti i giorni fino alle innovazioni più grandi nelle energie rinnovabili e smart grid, sia possibile trasformare l’energia in qualcosa di concreto e tangibile.  

Un piccolo sogno per ogni genitore: meno schermi, più movimento, figli più stanchi, notti più serene :)

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